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Monday, March 4, 2013

Overlapping Galaxies, tanks Bill and Anna. A tell you a story (Grazie Bill e Anna. Vi racconto una storia) - (English - Italiano)

As I mentioned in previous posts sorry for my poor English.

I tell you a story.

All began accidentally, as I told in this post, in 2007 with the discovery of a fascinating project like GalaxyZoo.
Starting from the initial classification project numerous side projects have developed, such as the overlapping galaxies, in wich I'm particularly linked, directed by the American astronomer Dr. William Keel (interviewed by me in this post), with the result of having created the bigger Zooniverse project.

The story is related of course to astronomy but the fundamental core is people.
Through the project and the related forum I got to "know" people of various nationalities but with a common interest in astronomy and science in general.

Nothing special, you might think, like so many other stories, but it is not.

Meanwhile, the forum related to the first project stands out for special attention not only to the topics but, above all, for the soft-spoken language, even in the most heated discussions, and for the particularly correct and polite approach reserved to the newcomers (newbie). This attitude is rarely observed in the various forums on the net.
That occurs not only due to the quality of the members but, in particular, due to the moderators, Alice first of all, that explains it very well in this interview his moderator approach.
Another added value is the possibility to stay in touch with professional scientists who are not only a valuable source of informations, but also of a great willingness out of the ordinary.
 

And that is what concerns the story. 

As mentioned before I found particularly interesting the overlapping galaxies project and I have dedicated to the project part of my spare time to try to identify the individual candidates and try to provide support through a dedicated tool for the extraction of the data reported on the forum by the various participant.
The vast number of galaxies reported make possible to make several observation campaigns needed to have solid bases for the scientific publication of the results.

So far, apparently, nothing unusual. 

During the first observation campaign Dr. Keel send me an e-mail in wich he stated that he was looking one of the galaxies reported by me and he sending me, even, a row image taken by the telescope.

This started to be weird.

It was a great feeling as well as a great sign of attention from Dr. Keel.
Later on, in another e-mail, Dr Keel asked me to know my real name, instead of the nicknamed used, as many of you, on internet, to be able to cite in the incoming publication.

Also this a sign of special attention, thing steel seems normal ?

When the study was submitted for evaluation I discovered, with great surprise, that I'm not to be simply mentioned but that I appear among the authors, all real scientist. I would excpect a mere mention in the acknoledgments, that already would have been much, but certainly not this one.

All steel appear completely normal ?

To me it seemed that not and I asked myself "How many others would have done the same ?"
I don't know if a Professor or other prominent figures in science or informative field would do the same in Italy. I have strong doubts.
Dr Keel as proven not only to be a great astronomer but, above all, to be a great man, showing an out of the ordinary care toward an unknow man who has never met in person and who has contibuted only in a minor part to the preparation of the study.
This allowed me, with pride, to appear as an author in a scientific publication "Galaxy Zoo: A Catalog of Overlapping Galaxy Pairs for Dust Studies". Unbelievable.
I could thank Dr. Keel in private but I decided to do it publicly because I believe that what he did deserve a special mention.

"Thanks Bill. You're great"

And he's great not only for this approach but because he teachs to his students and coworkers too.
As a matter of fact I recently discover. googling, that Dr. Anna M. Manning, student and collaborator of Dr. Keel, in his thesis "Measuring Ultraviolet Extinction with Galex in Overlaping Galaxies", of course about overlapping galaxies, mentioned me in the acknoledgments.

"Thanks Anna. You're very nice"

Sometimes I discover to be mentioned, along with other participants to GalaxyZoo, in several scientific publications, I'm proud of this but further strengthens my beliefe that in Italy that would not have happened.
As proof just look at the poor attention being given in Italy to the project, nearly snubbed because uninportant.
The "Citizen Science" is a reality that can not be ignored. Thousands of people put their time and their kwnoledge to the service of science for the sake of it and without asking anything in return. But that is another story.

Thanks again Bill. Thank you Anna.

Sorry again for my poor English

Half65.

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Vi racconto un storia.

Tutto ha inizio per caso, come raccontato in questo post, nel 2007 con la scoperta di un progetto affascinante come GalaxyZoo.
A partire dal progetto iniziale di classificazione si sono sviluppati numerosissimi progetti paralleli, come quello delle galassie sovrapposte, a cui sono particolarmente legato, diretto dall'astronomo americano Dr. William Keel (da me intervistato in questo post), fino a sfociare nel più grande progetto rappresentato da Zooniverse.
La storia è legata naturalmente all'astronomia ma il fulcro fondamentale sono le persone.
Attraverso il progetto ed il forum correlato ho avuto modo di "conoscere" persone di varie nazionalità ma con un comune interesse per l'astronomia e per la scienza in generale.
Niente di particolare, si potrebbe pensare, simile a tante altre storie, ma non è così.

Intanto il forum correlato al primo progetto si distingue per la particolare attenzione, non solo per i temi trattati ma, soprattutto, per la pacatezza dei toni, anche nelle discussioni più accese, e per l'approccio particolarmente corretto e gentile riservato ai nuovi arrivati (newbie).
Questo atteggiamento si riscontra raramente nei vari forum presenti sulla rete.
Avviene non solo grazie alla qualità dei membri ma, in particolare, per merito dei moderatori, Alice in primis, che spiega molto bene in questa intervista il suo approccio di moderatore.
Altro valore aggiunto è la possibilità di stare in contatto con scienziati professionisti che si sono rilevati non solo una preziosa fonte di informazioni ma di una disponibilità fuori dal comune.
Ed è su questo che verte la storia.

Come accennato ho trovato particolarmente interessante il progetto delle galassie sovrapposte ed ho dedicato al progetto parte del mio tempo libero per cercare di individuare i singoli candidati e cercando di fornire un aiuto attraverso un tool dedicato all'estrazione dei dati segnalati sul forum dai vari partecipanti.
L'elevato numero di galassie segnalate ha consentito di effettuare numerose campagne di osservazioni necessarie per riuscire ad avere basi solide per la pubblicazione scientifica dei risultati.
Fin qui apparentemente niente di strano.

Durante la prima campagna di osservazioni il Dr. Keel mi inviò una mail nella quale mi comunicava che stava osservando una delle galassie da me segnalate, inviandomi anche un'immagine grezza presa dal telescopio.
Questo già comincia ad essere strano.

Fu una grande emozione oltre ad un grande segnale di attenzione da parte del Dr. Keel.
Successivamente, in un'altra mail, lo stesso Dr. Keel, mi chiedeva di conoscere il mio vero nome, essendo conosciuto, come molti su internet, con uno pseudonimo, per poterlo citare nella pubblicazione in uscita.
Anche quest'altro segnale di particolare attenzione, vi sembra ancora normale ?
Quando lo studio venne proposto per la pubblicazione appresi, con vera sorpresa, di non essere semplicemente citato ma di comparire fra gli autori, tutti veri scienziati. Mi sarei aspettato una semplice citazione nei ringraziamenti, già sarebbe stato tanto, certamente non questo.
Vi sembra ancora tutto normale ?

A me non è sembrato tale e così mi sono chiesto: "Quanti altri avrebbero fatto lo stesso ?"
Non so' se un professore universitario o altre figure di rilievo nel campo scientifico o divulgativo avrebbero fatto lo stesso in Italia. Ho dei forti dubbi.
Il Dott. Keel ha dimostrato non solo di essere un grande astronomo ma, soprattutto, di essere un grande uomo, evidenziando una attenzione, nei confronti di uno sconosciuto che non ha mai incontrato di persona e che ha contribuito solo in minima parte alla stesura del lavoro, fuori dal comune.
Questo mi ha consentito, con orgoglio, di apparire come autore in una pubblicazione scientifica "Galaxy Zoo: A Catalog of Overlapping Galaxy Pairs for Dust Studies". Incredibile.
Avrei potuto ringraziare il Dott. Keel in privato ma ho ritenuto opportuno farlo pubblicamente perchè, ritengo, quello che ha fatto meriti un particolare attenzione.
"Thanks Bill. Sei semplicemente un grande."

E' un grande, non solo per questo suo approccio, ma perchè lo trasmette ai suoi collaboratori e studenti.
Ho infatti recentemente scoperto, girovagando in internet, che la Dott.sa Anna M. Manning, allieva e collaboratrice del Dott. Keel, nella sua tesi di Laurea "Measuring Ultraviolet Extinction with Galex in Overlapping Galaxies", naturalmente sulle galassie sovrapposte, mi ha citato nei ringraziamenti.

"Thanks Anna. Sei stata veramente gentile."

Ogni tanto scopro di essere citato, insieme ad altri partecipanti al progetto di GalaxyZoo in varie pubblicazioni scientifiche. Questo mi inorgoglisce e rafforza ancora di più la mia convinzione che in Italia non sarebbe successo.
A riprova di questo basti vedere la scarsa, anzi quasi nulla, attenzione che viene data al progetto, quasi venisse snobbato perchè di poco conto.
La "Citizen Science", la scienza del cittadino, è una realtà che non può essere ignorata. Migliaia di persone mettono il proprio tempo e le proprie conoscenze al servizio della scienza per il solo gusto di farlo e senza chiedere niente in cambio. Ma questa è un'altra storia.

Grazie ancora Bill. Grazie Anna.

Half65

Friday, February 22, 2013

Asteroids, Meteor and Meteorite - (English)

It 's been a long time since the last post but the recent celestial phenomena involving our planet and the many questions addressed by colleagues inspired this post dedicated to space closer to us and, sepcifically, to those celestial objects that may come into contact with the Earth. I'm not an expert of course and the informations given are only a small part of the argument, I tried to gather the information that I found most interesting and that I hope will be useful to clarify some concepts and unravel in the great quantity of ​​information that has been spread, not always correct. (Clicking on the pictures you can see them in their original size). Versione italiana qui.

Let's start with some definitions even if it is not an easy thing. From my layman reckon that the classification into three categories, "Planets", "Dwarf Planets" and "Small Solar System Bodies" for the celestial bodies orbiting the Sun, established by International Astronomical Union (IAU) in 2006 has made significant doubts and increased confusion.

Planet: celestial body that: is in orbit around the Sun; has sufficient mass for its self-gravity to overcome rigid body forces so that it assumes a hydrostatic equilibrium (nearly round) shape; has cleared the neighbourhood around its orbit. The Planets are: Mercury, Venus, Earth, Mars, Jupiter, Saturn, Uranus and Neptune.

Dwarf Planet: celestila body that: is in orbit around the Sun; has sufficient mass for its self-gravity to overcome rigid body forces so that it assumes a hydrostatic equilibrium (nearly round) shape; has not cleared the neighbourhood around its orbit; is not a satellite. The Dwart Planets are: Ceres, Pluto, Haumea, Makemake and Eris.

Small Solar System Bodies: all other objects, except satellite, orbiting the Sun and that do not fall in the previous two categories.

We start with the identification of the main areas of the solar system in which they are distributed the Small Solar System Bodies.

Main Belt: it's between the orbits of Mars and Jupiter at a distance of between 1.7 AU and 4.0 AU from the Sun and with orbital periods ranging between 3 and 6 years. It's the area where there are a majority of asteroids, although recently findings suggest even the presence of some comets.

Kuiper Belt: extends beyond the orbit of Neptune, on the ecliptic plan, between 30 AU and 50 AU. Contains bodies of considerable size: asteroids and comets. The objects inside are called KBO (Kuiper Belt Object). Have been so far identified over 800 items, among them 3 Dwarf Planets: Pluto, Haumea and Makemake.

Scattered Disc: the beginning coincides with the outermost zone of the Kuiper Belt but with orbits far above and below the ecliptic plan. Extends beyond 100 AU.

Oort Cloud: it's a region that is hypothesized may extend, in spherical form, from about 50 AU up to 1 LY and that is estimated to contain approximately 10,000 billion objects. Should contain mainly comets.
Ceres and Vesta (Credit: NASA)
Asteroid (or very small planet or planetoids or minor planet): a celestial body of non planetary dimensions, with size and shape variables, inactive, rocky. The first to be discovered was Ceres, which was at the time the largest known with a diameter of about 950 km. To give proper information is worth to specify that, in reality, Ceres in 2006 was elevated to the rank of Dwarf Planet.

Most orbit in the Main Belt, a group, the Trojans, shares its orbit with Jupiter and another group, the Centaurs, orbiting between Jupiter and Neptune.

Others have been identified, in areas previously desribed, beyond the orbit of Neptune

The Nucleus of Hartley 2 Comet (Credit: JPL)
Comet celestial body relatively small, composed of ice and dust and sometimes active, able to develop, on evaporation, an atmosphere of dust and gas (coma) and sometimes also one or more tails. Based on the orbital parameters are divided into short-period comets, long-term and non-periodic, with parabolic or hyperbolic orbits that take them to leave the Solar System. It is believed that the short-period comets come from the Kuiper Belt and the long-term from the Oort Cloud.






Meteoroid: fragments of Asteroids and Comets.

Meteor (or shooting stars): light phenomenon that occurs when a Meteoroid vaporizes entering the Earth's atmosphere.

Meteorite: Meteoroid that survives the passage into the atmosphere, without vaporize completely, hitting the ground. 

NEO (Near Earth Object): celestial bodies that pass near the Earth and can intersect the orbit.

Radar Image of Teoutatis (Credit: NASA, JPL)

NEA (Near Earth Asteroids): asteroids whose orbit is closest to the Earth, less than 0.3 AU. The largest known is 1036 Ganymede with a radius of about 31 km. 9.621 have been identified, since today, on an estimated total of about 300,000.

PHA (Potentially Hazardous Asteroids): potentially hazardous Asteroids, their orbit is within the 0.05 AU from the Earth and whose absolute magnitude is less than 22 mag. The largest known today is Teoutatis 4170. Since today have been identified 1382 PHA.

Palermo Scale: is a logarithmic scale, used by professionals, whose equation allows you to combine the probability of impact with the kinetic energy released. Values ​​less than -2 indicate events without consequences, those between -2 and 0 indicate situations that need to be monitored. Values ​​above zero indicate an event out of the ordinary and it surely deserves attention. The first object to passing the value 0 was NTZ 2002, an asteroid about the size of 2 km that could cross the Earth on 1 February 2019.

The Torino Scale (Credit: Richard. P. Binzel MIT)
Torino Scale: is a scale used to communicate with the public and has, therefore, a more immediate and simplified formulation. The values ​​range between 0 and 10, the higher the value the higher the risk. 0 - no risk, 1 - normal risk, 2-4 - deserves attention by astronomers, 5-7 - threatening, 8-10 - certain collision. The name comes from the city of Turin, where he played in 1999 a conference on NEOs during which was revised the original version of the scale.


The space around us is far from empty. The Solar System is populated by billions of bodies larger or smaller, as you can guess from the data provided in the definitions, which are the remains of a planetary nebula from which it originated.
Due to their number, the encounter with these objects can not be definitely excluded and there are many evidences of such impacts. The simplest is below, or should I say above, the eyes of all: the Moon. The craters, of which is covered, are due to collisions with celestial bodies in more or less recent times and the Moon formation, according to recent theories, could be due to the impact of a Mars-sized body with the Earth.
There is vast evidence of the impacts within the Solar System, as showes in the images of the following examples: Phobos, one of the moons of Mars; Deimos, one of the satellites of Saturn that looks like the "Death Star" from Star Wars; Jupiter struck by fragments of Comet Shoemaker-Levy between 16 and 22 July 1994.


Phobos captured by Viking 1 (Credit: NASA)
Deimos (Credit: NASA)
Impact on Jupiter caused by Shoemaker-Levy comet (Credit: NASA)
The Barringer Crater (Credit: NASA)
On the Moon, the absence of an atmosphere and an active geological history have allowed their preservation.On Earth impacts are less obvious and more difficult to detect as they are subject to severe erosion and only the availability of new types and systems of increasingly sophisticated research have led to the discovery. The most famous, known and easily identifiable is the Barringer Crater, known also as Meteor Crater, 1.200 m wide and 170 m deep found in Arizona. The formation dates back to about 50,000 years ago and was caused by a nickel-iron asteroid about the size of 50 m.The Earth, like the other bodies in the Solar System, is constantly bombarded by material from space. It is estimated that every day about 100 tons of dust and small particles hit the atmosphere. The phenomenon is, therefore, not uncommon.

When a meteoroid enters the atmosphere its speed, already high, is accelerated by the attraction gravitation. It is not possible to give a unique reference parameter in view of the numerous factors to be taken into account such as the direction and angle of arrival, the shape, etc., but to give an order of magnitude average speeds oscillate between 10 Km/s and 70 km/s (36,000 Km/h and 252,000 Km/h).At the entrance into the atmosphere the air in front of the object is strongly compressed (ram pressure) and, like all gases, heats up to temperatures above 1600° C able to vaporize and burn the rocks in contact (ablation). Due to the fact that the meteoroid not burn directly, but the atmosphere that surrounds it, in the case in which hit the earth's surface the meteorite would not necessarily be hot or molten, because it would be consumed only in the outer layers, and this would allow to surviv to extraterrestrial bodies, some theories suggest that life in fact has been brought on the Planet by Asteroids and Comets (Panspermia).The strong pressures involved, the very high temperatures and the chemical and physical changes which are to occur in the meteoroid can also lead to its explosion, with the propagation of shock waves of considerable intensity. Bright light is created by the ionization of the air that makes the celestial body considerably larger than the reality.The event occurred in Russia 15 February 2013 was therefore not anything extraordinary. It's an event that occurs on average once every 100 years.

The estimates of NASA on the object before entering into the atmosphere report a size between 15 m and 17 m and a mass between 7,000 t and 10,000 t. The entrance into the atmosphere occurred at an estimated speed of 18 km/s (64,000 km/h) and 32.5 seconds have elapsed from the entrance to the disintegration, which occurred at an altitude of about 20 km.The damage was caused by the shock wave that reached supersonic speeds, creating the so-called "Sonic Bang", similar to that produced by plane when pass the sound barrier, and hit people and things. There weren't , therefore, hit by fragments of the meteor.The numerous references to a "meteor shower" are derived from the fragmentation of the meteoroid and the term has been misused. We refer to a meteor shower when there is a periodic phenomena such as meteor showers, like the Perseids also known as the "Tears of St. Lawrence" in August, during which time you can attend to hundreds of trails per hour.
Without wishing to make a list of such events is sufficient, as an example, remember what happened June 30, 1908 in Tunguska (Siberia) where the shock wave created by the explosion of a fragment of an asteroid or comet nucleus, which took place an estimated share of around 10 km, devastated an area of ​​over 2,000 km/sq breaking down, it is estimated, up to 80 million trees. There was at least one person killed and people, even at a distance of 60 kilometers, were hurled to the ground.

10 August 1972 a meteoroid pass throug the atmosphere (Credit: James M. Baker)
Another example of this happened 10 August 1972 when a meteor crossed the Earth's atmosphere at an altitude of about 57 km coming into contact with the atmosphere over Utah (USA) and came out over Alberta (Canada). It was estimated that the size was between 3 and 14 meters and entered into the atmosphere with a grazing angle, which allowed him to "survive" the passage.

The first object to being identified before it hit the Earth was 2008 TC3 that was discovered on 6 October 2008 to approximately 20 hours before impact. The body, estimated to be about 4 m and a mass of 80 tonnes, has exploded at an altitude of about 10 km above the Nubian Desert in Sudan, as expected. About 600 fragments were recovered in the desert.

If you are intrigued on the internet there are numerous examples of impact craters discovered on our planet. The oldest was discovered in Greenland and dates back to approximately 3 billion years ago. That the effect of which was the extinction of the dinosaurs is Chicxulub in the Yucatan, dropped 65 million years ago.

A great starting point is the Earth Observatory della NASA site.

Finally, an Italian example. The first crater, or craters, impact discovered in Italy is located in Abruzzo, precisely in the plane of the Prati del Sirente. At this link you can deepen the discovery http://spaceguard.rm.iasf.cnr.it/tumblingstone/issues/num18/it/sirente.htm
Prati del Sirente (Abruzzo)
I hope to have provided useful information and not to have added more confusion.
 

Half65

Reference Link:
* NASA Asteroids and Comets Impact Hazards
* NASA JPL NEO Program
* IAU Near Earth Object

Asteroidi, Meteore e Meteoriti - (Italiano)

E' passato molto tempo dall'ultimo post ma i recenti fenomeni celesti che hanno coinvolto il nostro Pianeta e le numerose domande rivoltemi dai colleghi hanno ispirato questo post dedicato allo spazio più vicino a noi ed in particolare a quelli oggetti celesti che possono entrare in contatto con la Terra. Non sono naturalmente un esperto e le informazioni costituiscono solo una piccola parte dell'argomento, ho cercato di riunire le informazioni che ho ritenuto più interessanti e che spero siano utili per chiarire alcuni concetti e districarsi nel mare di informazioni che sono state diffuse, non sempre corrette. (Cliccando sulle foto è possibile vederle nelle dimensioni originali). English version here.


Iniziamo con qualche definizione anche se non sarà una cosa facile. Da profano ritengo, infatti, che la classificazione in tre categorie, "Pianeti", "Pianeti Nani" e "Piccoli Corpi del Sistema Solare" per i corpi celesti orbitanti intorno al Sole, decisa dall'Unione Astronomica Internazionale (UAI) nel 2006 abbia introdotto notevoli dubbi ed aumentato la confusione.

Pianeta: corpo celeste che: orbita intorno al Sole; ha una massa sufficiente affinche la sua gravità possa vincere le forze di corpo rigido, cosicchè assume una forma di equilibrio idrostatico (quasi sferica); ha ripulito le vicinanze intorno alla sua orbita. I Pianeti sono: Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno.

Pianeta Nano: corpo celeste che: orbita intorno al Sole; ha una massa sufficiente affinche la sua gravità possa vincere le forze di corpo rigido, cosicchè assume una forma di equilibrio idrostatico (quasi sferica); non ha ripulito le vicinanze intorno alla sua orbita; non è un satellite. I Pianeti Nani attualmente conosciuti sono: Cerere, Plutone, Haumea, Makemake ed Eris.

Piccolo Corpo del Sistema Solare: sono tutti gli altri oggetti, eccetto i satelliti, che orbitano intorno al Sole e che non rientrano nelle precedenti due categorie.

Iniziamo con l'individuazione delle principali zone del sistema solare nelle quali sono distribuiti i Piccoli Corpi del Sistema Solare.

Fascia Principale: è compresa fra le orbite di Marte e Giove ad una distanza compresa fra 1,7 UA e 4,0 UA dal Sole e con periodi orbitali variabili fra i 3 ed i 6 anni. E' la zona dove sono presenti la maggioranza degli Asteroidi anche se, recentemente, alcune scoperte fanno supporre nell'area anche la presenza di alcune comete.

Fascia di Kuiper: si estende oltre l'orbita di Nettuno, sul piano dell'eclittica fra 30 UA e 50 UA. Contiene corpi di notevoli dimensioni, sia comete che asteroidi. Gli oggetti al suo interno sono detti KBO (Kuiper Belt Object). Sono stati fino ad oggi individuati oltre 800 oggetti, e fra questi 3 Pianeti Nani: Plutone, Haumea e Makemake. 

Disco Diffuso: l'inizio coincide con la zona più esterna della Fascia di Kuiper ma con orbite molto al di sopra ed al di sotto dell'eclittica. Si estende oltre le 100 UA.

Nube di Oort: è una regione che si ipotizza possa estendersi, in forma sferica, da circa 50 UA fino ad 1 AL e che si stima possa contenere approssimativamente 10.000 miliardi di oggetti. Dovrebbe contenere principalmente comete.

Cerere e Vesta (Credit: NASA)
Asteroide (o pianetino o planetoide o pianeta minore): è un corpo celeste di dimensioni non planetarie con dimensioni e forma variabili, inattivo, roccioso. Il primo ad essere scoperto fu Cerere, che era all'epoca il più grande conosciuto con un diametro di circa 950 km. Per correttezza di informazione è bene specificare che, in realtà, Cerere è stato nel 2006 elevato al rango di Pianeta Nano.
La maggior parte orbitano nella Fascia Principale, un gruppo, i Troiani, condivide l'orbita con Giove e un ulteriore gruppo, i Centauri, orbita fra Giove e Nettuno. 
Altri sono stati individuati nelle zone oltre l'orbita di Nettuno precedentemente descritte.


Il Nucleo della Cometa Hartley 2 (Credit: JPL)
Cometa: è un corpo celeste relativamente piccolo, composto di ghiaccio e polveri ed alle volte attivo, in grado di sviluppare, per evaporazione, un'atmosfera di polvere e gas (chioma) ed alle volte anche una o più code. In base ai parametri orbitali si distinguono in comete di corto periodo, lungo periodo e non periodiche, con orbite paraboliche o iperboliche che le portano ad abbandonare il Sistema Solare. Si ritiene che le comete di corto periodo provengano dalla Fascia di Kuiper mentre quelle di lungo periodo dalla Nube di Oort.





Meteoroide: frammento di Asteroidi o Comete.

Meteora (o stella cadente): fenomeno luminoso che avviene quando un Meteoroide entra nell'atmosfera terrestre vaporizzandosi.

Meteorite: Meteoroide che sopravvive al passaggio in atmosfera, senza vaporizzarsi completamente, arrivando a terra.

NEO (Near Earth Object): corpi celesti che passano in vicinanza della Terra e possono intersecarne l'orbita.
Immagine radar di Teoutatis (Credit: NASA, JPL)

NEA (Near Earth Asteroids): asteroidi la cui orbita è vicina a quella terrestre, a meno di 0,3 UA. Il più grande conosciuto è 1036 Ganymede con un raggio di circa 31 Km. Sono stati individuati ad oggi 9.621 NEA su un totale stimato di circa 300.000.

PHA (Potentially Hazardous Asteroids): Asteroidi potenzialmente pericolosi, quando la loro orbita è compresa entro le 0,05 UA da quella terrestre e la cui magnitudine assoluta è inferiore a 22 mag. Il più grande attualmente conosciuto è 4170 Teoutatis.  Sono stati individuati ad oggi 1.382 PHA.

Scala Palermo: è una scala logaritmica, utilizzata dagli addetti ai lavori, la cui equazione consente di combinare la probabilità di impatto con l'energia cinetica liberata. I valori inferiori a -2 indicano eventi senza conseguenze, quelli compresi fra -2 e 0 indicano situazioni che devono essere monitorate. Valori superiori allo zero indicano un evento fuori dall'ordinario e che merita sicuramente attenzione. Il primo oggetto ad aver superato il valore 0 è stato NTZ 2002, un asteroide grande circa 2 km e che potrebbe incrociare la Terra il 1° febbraio 2019.

La Scala Torino (Credit: Richard. P. Binzel MIT)
Scala Torino: è un scala utilizzata per comunicare con il pubblico ed ha, quindi, una formulazione ed una presentazione più immediata e semplificata. I valori sono compresi fra 0 e 10, più è alto il valore più alto è il rischio. 0 - nessun rischio, 1 - rischio normale, 2-4 - merita attenzione da parte degli astronomi, 5-7 - minaccioso, 8-10 - collisione certa. Il nome deriva dalla città di Torino dove si è svolto nel 1999 un convegno sui NEO durante il quale è stata rivista la versione originale della scala.


Lo spazio che ci circonda è tutt'altro che vuoto. Il Sistema Solare è popolato da miliardi di corpi più o meno grandi, come si intuisce dai dati forniti nelle definizioni, che sono i resti della nebulosa planetaria dalla quale ha avuto origine.
Dato il loro numero, l'incontro con tali oggetti non può essere certamente escluso e numerose sono le evidenze di tali impatti. La più semplice è sotto, o dovrei dire sopra, gli occhi di tutti: la Luna. I crateri di cui è ricoperta sono infatti dovuti ad impatti con corpi celesti in epoche più o meno recenti e la sue formazione, secondo le recenti teorie, potrebbe essere dovuta proprio ad un impatto di un corpo delle dimensioni di Marte con la Terra.
Numerose sono le prove degli impatti all'interno del Sistema Solare, come dimostrano le immagini dei seguenti esempi significativi: Phobos; uno dei satelliti di Marte; Deimos uno dei satelliti di Saturno che assomiglia alla "Morte Nera" di Guerre Stellari; Giove colpito dai frammenti della cometa Shoemaker-Levy fra il 16 ed il 22 luglio 1994.

Phobos ripreso dal Viking 1 (Credit: NASA)
Deimos (Credit: NASA)
Impatti su Giove della cometa Shoemaker-Levy (Credit: NASA)

Sulla Luna l'assenza di una atmosfera e di una storia geologica attiva ne hanno permesso la conservazione.
Il Cratere Barringer (Credit: NASA)
Sulla Terra gli impatti sono meno evidenti e più difficili da individuare in quanto soggetti a forti processi di erosione e solo le disponibilità di nuovi metodi e di sistemi di ricerca sempre più sofisticati ne hanno permesso la scoperta. Il più famoso, conosciuto e facilmente individuabile è il Cratere Barringer, noto proprio come Meteor Crater, largo 1.200 m e profondo 170 m che si trova in Arizona. La formazione risale a circa 50.000 anni fa ed è stata causata da un asteroide di nickel-ferro grande circa 50 m.

La Terra, come gli altri corpi del Sistema Solare, viene costantemente bombardata da materiale di provenienza spaziale. Si calcola che ogni giorno circa 100 tonnellate di polvere e piccole particelle colpiscano l'atmosfera. Il fenomeno è, pertanto, tutt'altro che raro. 

Quando un meteoroide penetra nell'atmosfera la sua velocità, già elevata, viene accelerata dall'attrazione gravitazione. Non è possibile dare un parametro di riferimento univoco in considerazione dei numerosi elementi da prendere in considerazione quali la direzione e l'angolo di arrivo, la forma, etc, ma per dare un ordine di grandezza le velocità medie oscillerebbero fra 10 Km/s e 70 Km/s (36.000 Km/h e 252.000 Km/h).
All'ingresso in atmosfera l'aria di fronte all'oggetto viene fortemente compressa (ram pressure) e, come tutti i gas, si riscalda fino a temperature superiori a 1.600° C in grado di vaporizzare e bruciare le rocce a contatto (ablazione). Non essendo il meteoroide a bruciare direttamente, ma l'atmosfera che lo circonda, nel caso in cui impattasse la superficie terrestre il meteorite non sarebbe necessariamente bollente o fuso, in quanto si sarebbero consumati solo gli strati esterni, e questo consentirebbe la possibile sopravvivenza anche di organismi extraterrestri, alcune teorie ipotizzano infatti che la vita sia stata portata sul Pianeta da Asteroidi e Comete (Panspermia).
Le forti pressioni in gioco, le altissime temperature e le modifiche chimico-fisiche che vengono a prodursi nel meteoroide possono portare anche alla sua esplosione, con il propagarsi di onde d'urto di notevole intensità. La forte luminosità è invece creata dalla ionizzazione dell'aria che fa apparire il corpo celeste notevolmente più grande della realtà.

L'evento occorso in Russia il 15 febbraio 2013 non è stato quindi nulla di straordinario. E' un evento che si verifica mediamente 1 volta ogni 100 anni.
Le stime della NASA sull'oggetto prima di entrare in atmosfera riportano una grandezze fra 15 m e i 17 m ed una massa fra 7.000 t e 10.000 t. L'ingresso in atmosfera è avvenuto ad una velocità stimata di 18 Km/s (circa 64.000 Km/h) e sono trascorsi 32,5 secondi da tale ingresso alla disintegrazione, avvenuta ad una quota intorno ai 20 km.
I danni sono stati causati dall'onda d'urto che ha raggiunto velocità supersoniche, creando il cosiddetto "Bang Sonico", simile a quello prodotto dagli aerei al passaggio del muro del suono, e colpito persone e cose. Non sono stati, pertanto, colpiti da frammenti della meteora.
I numerosi riferimenti ad una "pioggia di meteore" sono derivati dalla frammentazione del meteoroide e quindi il termine è stato usato impropriamente. Ci si riferisce ad una pioggia di meteore quando si assiste a fenomeni quali gli sciami meteorici periodici, come quello delle Perseidi noto anche come "Lacrime di San Lorenzo" in Agosto, durante i quali è possibile assistere anche a centinaia di scie ogni ora.

Senza voler fare un elenco di simili eventi è sufficiente, come esempio, ricordare quanto avvenuto il 30 giugno 1908 a Tunguska (Siberia) dove l'onda d'urto creata dall'esplosione di un frammento di asteroide o di un nucleo cometario, avvenuta ad una quota stimata intorno ai 10 km, ha devastato un'area di oltre 2.000 Km/q abbattendo, si stima, fino ad 80 milioni di alberi. Ci fu almeno una vittima e le persone, anche ad una distanza di 60 Km, furono scaraventate a terra.

10 agosto 1972 un meteorite attraversa l'atmosfera (Credit: James M. Baker)
Un altro esempio significativo è accaduto il 10 agosto 1972, quando un meteorite ha attraversato l'atmosfera terrestre ad una quota di circa 57 km entrando in contatto con l'atmosfera sopra l'Utah (USA) ed uscendo sopra Alberta (Canada). E' stato stimato che la grandezza fosse fra i 3 ed i 14 metri e che entrò in atmosfera con un angolo radente, che gli permise di "sopravvivere" al passaggio.



Il primo oggetto ad essere stato individuato prima che colpisse la Terra è stato 2008 TC3 che fu scoperto il 6 ottobre 2008 a circa 20 ore dall'impatto. Il corpo, stimato in circa 4 m e con una massa di 80 t, è esploso ad una quota di circa 10 km sopra il Deserto Nubiano in Sudan, come previsto. Sono stati recuperati circa 600 frammenti nel deserto.

Se vi siete incuriositi su internet sono presenti numerosi esempi di crateri da impatto scoperti sul nostro pianeta. Il più antico è stato scoperto in Groenlandia e risale a circa 3 miliardi di anni fa. Quello il cui effetto è stata l'estinzione dei dinosauri è Chicxulub nello Yucatan, caduto 65 milioni di anni fa.
Un ottima base di partenza è il sito Earth Observatory della NASA.

Per finire, un esempio italiano. Il primo cratere, o per meglio dire i crateri, da impatto scoperto in Italia si trova in Abruzzo ed esattamente nella piana dei Prati del Sirente. A questo indirizzo potrete approfondire la scoperta http://spaceguard.rm.iasf.cnr.it/tumblingstone/issues/num18/it/sirente.htm
Prati del Sirente (Abruzzo)

Spero di aver fornito utili informazioni e di non aver aumentato la confusione. 
Half65

Link di riferimento e di approfondimento:

* NASA Asteroids and Comets Impact Hazards
* NASA JPL NEO Program
* IAU Near Earth Object

Monday, August 8, 2011

Zooniverse - Aggiornamenti

Come già specificato in precedenti posts le informazioni, in Italia, sul progetto GalaxyZoo non sono molto diffuse ad esclusione di scarni trafiletti sul alcune riviste e siti specializzati.Ho così pensato, come fatto in precedenza, di scrivere un post solo in Italiano.
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As just said in previous posts the information, in Italy, on GalaxyZoo are not very common except little arcticle on some specialized magazines and websites.I thougth so, as before, to write a post only in Italian.

Prendo spunto da un vecchio post per dare qualche aggiornamento sul progetto Zoouniverse.
Prosegue il successo dell'iniziativa ed oltre alle ricerche legate al mondo astronomico si sono aggiunte altre di uguale interesse scientifico, anche se legate altri campi di ricerca.
Cresce, quindi,  "la casa", così come definito nel sito ufficiale, del progetto di "citizen science" più grande, più popolare e di maggior successo (citazione dal sito ufficiale: "The Zooniverse is home to the internet's largest, most popular and most successful citizen science projects.")

Cresce il portale Zoouniverse attraverso il quale accedere a tutti i progetti in atto e potervi partecipare.


Attualmente i progetti attivi in campo astronomico sono:

- Galaxy Zoo Hubble, naturale prosecuzione di Galaxy Zoo 2;
- Solar Stormwatch, sull'attività solare;
- Galaxy Zoo Mergers, sulla simulazione delle interazioni fra galassie;
- Galaxy Zoo Supernova, per l'individuazione delle supernova;
- Moon Zoo, per la individuazione dei crateri e di altre formazioni lunari; 

- The Milky Way Project, per la catalogazione e misurazione della nostra Galassia;

- Planet Hunters, per la ricerca di pianeti extrasolari;
 
- Ice Hunters, per la ricerca di oggetti della fascia di Kuiper.

I progetti attivi in altri campi sono:

- Old Weather, per catalogare informazioni meteorologiche registrate nel passato dalle navi della Royal Navy;
- Ancient Lives, per la trascrizione di antichi papiri.


Per partecipare, come sempre, bastano un po' di tempo, curiosità e voglia di aiutare la ricerca scientifica in modo concreto.

Half65

Tuesday, July 20, 2010

The man on the Moon - (English)

The partecipation to MoonZoo project and the recent interview with Dr William Keel have rewakened my interest for Apollo missions and the desire to remember those exciting moments. The post is not complete, will not and can not be, considering the complexity and vastness of the topic. In particular the post will focus on the description of the Apollo 11 mission that brought the man on the Moon. More information will require a dedicated web site and not a simple post. (Clicking on the pictures you can see them in original size). Italian version here.

Apollo 11 Logo (Credit: NASA)

From 17th December 1903 to 20th July 1969 less than 66 years have passed.This is the time elapsed between the first man who gets up in flight with an aircraft heavier than air, at beach of Kitty Hawk, and the first man to set foot on the moon in the Sea of Tranquility.
Less than 12 years since the first artificial satellite, the Soviet Sputnik I, and less than 10 years since the first man in space, Yuri Gagarin.

The mission is preceded by a series of preparatory missions that, from Apollo 7 onwards, bring man closer to the objective almost near to touch our natural satellite.

The objective of the mission is to perform a manned moon landing and return to Earth. 

Vehicle Assembly Building (VAB) (Credit: NASA)
The journey that leads the man to the moon starts from very far with the testing and inspection of various components and assembly of the rocket in the Vehicle Assembly Building (VAB) created for this specific purpose enclosing a space of about three million and 600 thousand cubic meters with a height of 160 meters. In the VAB is mounted the Saturn V rocket, the Apollo spacecraft and the umbilical tower.




The Saturn V is composed of 3 stages.

Saturn V - S-IC  (Credit: NASA)
The first stage (S-IC) is about 42 meters high (138 feet) and has a diameter of about 10 meters (33 feet), contains about 1 million and 500 thousands kilograms (3,307,855 pounds) of liquid oxygen and about 640 thousands kilograms (1,426,069 pounds) of kerosene (RP-1). It's equipped with five F-1 engines, of which 4 ring mounted on gimbals to allow to maneuver the carrier, and a centrally located disk, consuming a total of about 13 tons (29,364 pounds) of propellant per second. The empty weight is about 130 thousands kilograms (288750 pounds), fully loaded and about 2 million 260 thousands kilograms (5,022,674 pounds).





Saturn V - S-IVB (Credit: NASA)
The second stage (S-II) is about 25 meters high (81.5 feet) and has a diameter of about 10 meters (33 feet), contains about 370 thousands kilograms (821,222 pounds) of liquid oxygen and about 70 thousands kilograms (158,221 pounds) of liquid hydrogen. It's equipped with five J-2 engines, 4 of which ring mounted on gimbals to allow the carrier to operate, and a fixed center.The empty weight is about 36 thousands kilograms (79,918 pounds), fully loaded about 477 thousands kilograms (1,059,171 pounds).

The third stage (S-IVB) is about 18 meters high (58.3 feet) and has a diameter of less than 7 meters (21.7 feet) contains approximately 86 thousands kilograms (192,023 pounds) of liquid oxygen and about 20 thousands kilograms (43,500 pounds of liquid hydrogen. It's equipped with a J-2 engine mounted in a central location. The empty weight is about 11 thousands kilograms (25,000 pounds) fully loaded about 117 thousands kilograms (260,523 pounds).

Instrument Unit (IU) (Credit: NASA)
At the top of the third stage there is the Instrument Unit (IU) with a diameter of less than 7 meters (21.7 feet) and a height of about 1 meter (3 feet) that contains guidance systems, navigation, control equipment, telemetry, communications, tracking, crew safety, environmental control and electric central support. The IU has a weight of about 2.000 kilograms (4,306 pounds). In total, the Saturn V rocket and the Instrument Unit (IU) reach about 86 meters (281 feet) high with a total weight load of approximately 180 thousands kilograms (397,974 pounds) and 2 million and 856 thousands kilograms (6,346,674 pounds) with the full propellants.

Lunar Modul (LM) (Credit: NASA)
Above the Saturn V is located the payload of the mission: the Apollo spacecraft. Sequentially over the Instrument Unit are located the Lunar Module (Lunar Module - LM) and the Service Module (Service Modul - SM), the Command Module (Command Module - CM) and the Tower Rescue (Launch Escape System - SLE).

The Lunar Module (LM-5) consists of two stages: Ascending Stage and Descending Stage.It's about 7 meters wide and about 10 m wide from foot to foot. The system at full load, excluding the crew, weighs 14,000 kilograms. For launch the Lunar Module is included, with legs folded, inside a protective cone being designed for use only in vacuum.

The Service Module (SM-107) contains what is necessary to travel through space: oxygen, producing energy, water, propulsion system and consumables. It's less than 8 meters high with a diameter of about 4.5 meters. The gross weight is about 23 thousands kilograms.

Command and Service Module (CSM) (Credit: NASA)
The Command Module (CM-107) is the basic structure of the system where there are crew members. It's a pressurized cone-shaped structure less than 4 meters high and with a larger diameter of just over 4 meters.It has a takeoff weight of about 5 thousands and 500 kilograms. The base is composed of a heat shield needed for reentry.

Tower Rescue is located at the top of the whole system and is composed of three solid propellant motors. The tower is taller than 11 meters with a base diameter of about 4 meters. Fully loaded weighs about 4.000 kilograms.



The overall system is about 124 meters high and weighs just under 3 million kilograms.

Apollo 11 roll out from VBA directed to 39A Command and Service Module (CSM) (Credit: NASA)
As mentioned in the VAB is also assembled the umbilical tower, 130 meters high (380 feet), and the whole complex, without the propellants must be delivered to launch pad 39A 5 Km and 600 mt away(3.5 miles).


The Crawler (Credit: NASA)
To realize this not easy transportation a special vehicle (crawlers) is created wide 46 meters (135 feet) long 54mt (160 feet) high 8.5 meters (25 feet) capable of handling 2 million and 500 thousands kilograms (6 million pounds) on a leveling platform. The vehicle is mounted on four trucks  each about 3.5 meters tall (10 feet) long and 13.5 meters (40 feet) with 16 motors powered by four 1,000 kw generators generated by two diesel engines to 2750 hp . Top speed is about 1.6 km/h (1 mph) and takes about 6 hours to complete the route.

The launch pad 39A is formed by a concrete block in the shape of a truncated octagonal pyramid covers an area of about 1 square kilometer and which rises up to 30 meters on the surrounding area. Inside there is a canal 30 meters wide can guarantee at launch a stream of about 190,000 liters per minute (50,000 gallons per minute) of water needed to cool the structure and avoid the danger of fire resulting from the use of first stage.

Once reach the launch pad, nine hours before departure, start the procedures for loading the propellants that require approximately 4 hours.

Before going on to describe the launch and the mission is due to introduce its crew.

The crew consists of three elements, two of which will go down physically on the moon while the third remains in orbit around our natural satellite.

From Left - Neil A. Armstrong, Michael Collins, Edwin E. Aldrin Jr (Credit: NASA)

Neil A. Armstrong - NASA Astronaut - Apollo 11 Commander - Born Aug. 5, 1930 in Wapakoneta, Ohio (USA). 4,000 hours of flight at launch time and a space mission on board as commander of Gemini 8.

Michael Collins - NASA Astronaut - Command Module Pilot of Apollo 11 - Born October 31, 1930 in Rome (ITA.) 4,000 hours of flight at launch time and a space mission as pilot on board the Gemini 10.

Edwin E. Aldrin Jr - NASA Astronaut - Apollo 11 Lunar Module Pilot - Born Jan. 20, 1930 in Montclair, New Jersey (USA). 3,500 hours of flight at launch time and a space mission as pilot on board the Gemini 12.

Saturn V lift off (Credit: NASA)
The crew gets on board the elevator that takes them on top of the Saturn V, at more than 100m in 25 seconds, 2 hours and 40 minutes and 40 seconds before launch. Sequentially entering Apollo 11: Neil Armstrong (-2h 34m 44s) in the left seat, Michael Collins (-2h 39m 55s) in the right seat and Edwin Aldrin (-2h 23m 46s) in the center seat. Two hours after the launch is closed the hatch of the spacecraft.At 50 seconds after launch power is transferred to the Saturn V, which becomes independent.At 15 seconds, the driving control is carried on board.Starts the final countdown "12, 11, 10, 9, ignition sequence start, 6, 5, 4, 3, 2, 1, 0, all engine running (Taken by the emotion Jack King "Apollo Voice" made mistake by saying " all engine running), lift-off. "
At 9:32:00 East coast (13:32:00 UTC) the mission that will lead man on the moon start.


Apollo 11 flight plan (Credit: NASA)
After 2m 41.63s the first stage is turned off, it's detached and the second stage motors starts  (+2 m 43.04s). After 3m 17.9s the Rescue Tower is jettisoned.After 7m 40.62s the central engine of the second stage cutoff, after 9m 8.22s are also turned off the engines outside of the second stage, it's detached and the third stage starts (+9 m 12.2s). After 11m 39.33s the third stage is turned off and after 11m 49.33s happens the insertion in Earth orbit. After 2h 44m 16.2s the third stage is ignited for the second time and cut off after 2h 50m 3.03s. After 2h 50m 23.9s starts the translunar orbital mission that will reach the Moon. The rest of the trip does not pass in plain waiting. During the approach is the separation of the Command and Service Module (CSM) from the third stage, 180° rotation, the attachment of LM, a further 180°  rotation and the subsequent continuation of the orbit, after 4h 17m 3s since launch. Is then a  new ignition of jets to change course after 25h 44m 58.64s lasting about 3s.

After 75h 49m 50.37s is spent the engine is re-ignited for insertion into lunar orbit and subsequent insertion into circular orbit at 80h 11m 36.75s from launch.

Starting procedures for the lunar landing. Commander Armstrong and Aldrin pilot moving to the Lunar Module that now is called "Eagle", symbol of the U.S. and of the mission, and the Apollo capsule, is called "Columbia", remembering the spaceship "Columbiad" named by Jules Verne in his novel "From Earth to the Moon." After 100h 12m the CSM is separated from LM, which begins its descent toward the surface while the CSM remains in orbit with only Collins on board.

The descent is smooth. But when the landing zone approaches the area chosen by the onboard computer is unsuitable due to the presence of a crater, and so the landing is made manually. 

The Moon from LM after landing (Credit: NASA)
At 20:17:39 UTC on July 20, 1969 man landed on another celestial body after 102h 45m 39.9s from takeoff. Moon - Sea of Tranquility. Armstrong announced: "Houston, Tranquility Base here. The Eagle has landed".

Starting immediately after the operations to allow the first man to set foot on the moon.At 2:56:48 UTC on July 21, 1969 Commander Neil Armstrong set foot on the moon, and pronounce the historic phrase: "That's one small step for man ... one giant leap for mankind".
video
Video taken from LM (Credit: NASA)

He is reached after 12 minutes even by Edwin Aldrin.

The commemorative plate (Credit: NASA)
During the 2 hours of extravehicular activity (EVA), the two astronauts perform many operations, planting the American flag, installed a laser reflector and a seismic station. Also collect numerous samples of rocks for a total of about 22 kilograms (47 pounds). Among other things abandoned on the lunar surface must be recorded on a plaque installed in memory on a leg of the LM.They rentering the LM at 5:11:13 UTC on July 21, 1969.

Throughout the period of stay on the moon, Michael Collins is in orbit, alone, especially, in the 48 minutes when it loses radio contact with Earth, orbiting behind our natural satellite.

At 17:54:00 UTC the Ascendig Stage of the LM detaches from the Descending Stage to reach  Columbia in orbit. The attachment is perfect at 21:35:00 UTC. The crew of the LM moved in the CMS and the LM is ejected.


At 4:55:52 UTC on July 22, 1969 at 135h 23m 42.28s the CMS engine is ignited to perform the orbit of return. At 16:21:12 UTC on July 24, 1969 near the end of mission the Command Module separates from the Service Module and at 16:35:05 UTC, 3m 5.7s to 195h after its launch, SM is back in the atmosphere.
Command Modul splash down (Credit: NASA)


At 16:50:35 UTC Command Module splashdown in the Pacific Ocean.

The challenge is accomplished.

Half65.
Before closing I want to point out some links used to make this post and where you can learn more: